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Gestione Studio · 8 min

Intelligenza artificiale per geometri: catasto, DOCFA e cosa chiede la Legge 132/2025

Per un geometra l'intelligenza artificiale è utile per leggere visure, riordinare documenti e scrivere bozze di relazioni e mail. Non fa il rilievo, non compila il DOCFA al posto tuo e non firma: la Legge 132/2025 la limita alle attività di supporto e chiede di informare il cliente.

Perito Edile Davide CoppolaPerito Edile Davide Coppola · Perito edile · contenuti tecnici per tecniGo Studio

Contenuti verificati il 19 ottobre 2026 sulla Gazzetta Ufficiale: Legge 23 settembre 2025, n. 132 (GU n. 223 del 25 settembre 2025, art. 13) e D.Lgs. 7 ottobre 2026, n. 179 (GU n. 234 dell'8 ottobre 2026, artt. 47 e 49), oltre al Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e al Regolamento UE 2024/1689 (AI Act).

Matita e scalimetro appoggiati su un disegno tecnico con le quote

L'intelligenza artificiale, per un geometra, serve oggi su tre fronti: leggere e riordinare documenti (visure, incarichi, PEC del Comune), scrivere bozze (relazioni, deleghe, mail ai clienti) e tenere promemoria e checklist. Non sostituisce il rilievo, non compila il DOCFA al posto tuo e non firma niente. Lo dice anche la legge: l'art. 13 della Legge 132/2025 limita l'IA nelle professioni intellettuali alle attività «strumentali e di supporto» e chiede di informare il cliente sugli strumenti usati.

Questa guida, aggiornata al 19 ottobre 2026, guarda la questione dal lato del geometra: catasto, pratiche, sopralluoghi, firma. Il quadro generale per tutti gli studi tecnici è nella guida su cosa fa davvero l'IA in uno studio tecnico; qui scendiamo nel lavoro di tutti i giorni e negli obblighi entrati in vigore dopo.

Punti chiave

  • L'IA è utile su visure, planimetrie e PEC come supporto alla lettura, su bozze di relazioni, deleghe e mail, e su checklist di documenti da usare come promemoria.
  • Rilievo, inquadramento della pratica, DOCFA, conformità e firma restano del geometra: l'art. 13 della Legge 132/2025 vuole la prevalenza del lavoro intellettuale.
  • Il cliente va informato con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo sugli strumenti di IA che usi: il posto giusto è la lettera d'incarico.
  • Dal 23 ottobre 2026 è in vigore il D.Lgs. 179/2026: formazione obbligatoria sull'IA negli ordini e nei collegi (art. 47) e possibile modulazione dell'equo compenso (art. 49).
  • Visure e planimetrie contengono dati personali: prima di caricarle su uno strumento di IA devi sapere chi tratta i dati, dove e con quale accordo.

Cosa può fare oggi l'intelligenza artificiale per un geometra?

Le attività dove l'IA rende di più hanno un tratto comune: il risultato lo controlli in pochi minuti, perché conosci la materia meglio dello strumento.

  • Lettura delle visure. Estrarre intestatari, foglio, particella, subalterno, categoria e rendita e metterli in ordine nella scheda della pratica, invece di ricopiarli a mano.
  • Supporto sulle planimetrie. Descrivere una planimetria ricevuta dal cliente, elencare i vani, segnalare dove la distribuzione sembra diversa da quella che hai visto in sopralluogo. È un aiuto per non dimenticare domande, non una misura.
  • Bozze di testi. Relazioni tecniche descrittive, deleghe per l'accesso agli atti, risposte alle richieste di integrazione, mail ai clienti per chiedere i documenti che mancano.
  • Lettura delle PEC del Comune. Riassumere una richiesta di integrazione e tirarne fuori scadenza e documenti richiesti, da riportare nel fascicolo.
  • Checklist come promemoria. Elencare i documenti da raccogliere per una variazione catastale o una CILA, così da non chiamare il cliente tre volte. Per l'elenco completo resta valida la guida su CILA, SCIA e DOCFA.
Tavole di progetto stampate e sparse una sull'altra
Documenti e tavole: l'IA aiuta a leggerli e riordinarli, il controllo resta del tecnico. — Foto: Unsplash

Cosa non deve fare: rilievo, DOCFA e firma

Fuori dal perimetro c'è tutto quello che richiede di vedere l'immobile, di scegliere o di dichiarare.

  • Il rilievo. Nessuno strumento sostituisce le misure prese sul posto. Una planimetria «letta» da un modello può sbagliare quote, spessori e destinazioni dei vani.
  • Il DOCFA. Causale, classamento proposto, elaborato planimetrico e planimetria li prepara e li sottoscrive il tecnico abilitato. L'IA può aiutarti a ordinare i dati di partenza, non a decidere la categoria o la consistenza. Per i casi in cui l'aggiornamento è obbligatorio dopo i lavori vedi la guida sull'obbligo di aggiornamento catastale.
  • La conformità. Dire se un immobile è conforme richiede accesso agli atti, sopralluogo e confronto tra stato di fatto, titoli e planimetria. Un elenco generato dall'IA è un promemoria, non una verifica.
  • L'inquadramento della pratica. Se un intervento va in CILA, SCIA o permesso di costruire è una scelta professionale, che dipende anche dal regolamento comunale.
  • I numeri da citare. Articoli di legge, importi, termini: se arrivano dall'IA vanno sempre riscontrati sulla fonte. È l'errore più comune e quello che costa di più.

Gli errori dell'IA diventano errori dello studio

Un modello può leggere male un subalterno, inventare un riferimento normativo o scambiare due intestatari. Se il dato finisce in una pratica firmata, la responsabilità è del tecnico che firma. Fissa una regola semplice: nessun dato prodotto dall'IA esce dallo studio senza un controllo sul documento originale.

Chi resta responsabile, attività per attività?

La tabella mette in fila le attività tipiche di uno studio di geometri. La colonna centrale dice se l'IA può dare un aiuto concreto oggi; quella a destra chi risponde del risultato.

AttivitàL'IA è utile?Chi resta responsabile
Lettura di visure e dati catastaliSì, per estrarre e riordinare i datiIl geometra, che li confronta con la visura
Planimetria ricevuta dal clienteIn parte, come supporto alla letturaIl geometra, con il rilievo sul posto
Rilievo e misureNoIl geometra
Compilazione e invio del DOCFANo, al massimo per ordinare i dati di partenzaIl tecnico che sottoscrive la dichiarazione
Scelta del titolo edilizioNoIl tecnico incaricato
Relazioni tecniche e delegheSì, come prima bozzaIl tecnico che le firma
Mail e solleciti ai clientiSì, come bozza da rileggereLo studio che le manda
Checklist dei documentiSì, come promemoriaIl geometra, che la adatta al caso e al Comune
Asseverazioni e attestazioniNoIl tecnico abilitato che assevera
Attività dello studio, aiuto dell'IA e responsabilità. Elaborazione su art. 13 della Legge 132/2025 (GU n. 223 del 25 settembre 2025), verificata a ottobre 2026.

Cosa chiede la Legge 132/2025 ai geometri?

La Legge 23 settembre 2025, n. 132 è la legge italiana sull'intelligenza artificiale: pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre 2025, è in vigore dal 10 ottobre 2025. L'art. 13 riguarda le professioni intellettuali, quindi anche geometri, architetti, ingegneri e periti, e ha due commi.

  • Comma 1: prevalenza del lavoro umano. L'uso dell'IA è «finalizzato al solo esercizio delle attività strumentali e di supporto all'attività professionale e con prevalenza del lavoro intellettuale oggetto della prestazione d'opera».
  • Comma 2: informare il cliente. Per assicurare il rapporto fiduciario, le informazioni sui sistemi di IA utilizzati dal professionista vanno comunicate al cliente «con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo».

In pratica, l'informativa al cliente può essere un paragrafo fisso della lettera d'incarico che dice: quali strumenti di IA usa lo studio, per quali attività (per esempio bozze di testi e riordino di documenti), che ogni risultato è controllato dal tecnico e che la responsabilità professionale resta sua. Se usi l'IA anche su documenti del cliente, aggiungi dove vengono trattati i dati.

Sala riunioni con un lungo tavolo scuro, sedie in pelle e uno schermo a parete
L'informativa sull'uso dell'IA va data al cliente prima di iniziare il lavoro. — Foto: Unsplash

Il D.Lgs. 179/2026: formazione ed equo compenso

Lo schema di decreto attuativo di cui si parlava in estate è diventato il D.Lgs. 7 ottobre 2026, n. 179, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 234 dell'8 ottobre 2026 e in vigore dal 23 ottobre 2026. Per gli studi tecnici contano due articoli.

  • Art. 47, formazione. I corsi di formazione iniziale e continua degli ordini includono percorsi di alfabetizzazione all'uso dell'IA: profili tecnici (funzionamento, potenzialità e limiti), giuridici (AI Act e norme nazionali) e deontologici (responsabilità del professionista, obblighi informativi verso il cliente). È previsto un monte ore minimo per ogni periodo di valutazione; i consigli nazionali di ordini e collegi hanno sei mesi per adeguare i regolamenti.
  • Art. 49, equo compenso. L'uso dell'IA «può comportare una modulazione dell'equo compenso» ai sensi della Legge 49/2023, con parametri legati alla classe di rischio del sistema secondo l'AI Act. I decreti sui parametri vanno integrati entro dodici mesi: fino ad allora non c'è una regola che imponga di abbassare la parcella perché usi l'IA.

A livello europeo, il Regolamento UE 2024/1689 (AI Act) chiede già a chi usa sistemi di IA nella propria attività di curare un livello sufficiente di alfabetizzazione del personale (art. 4): vale anche per lo studio con due collaboratori.

Dati catastali e GDPR: cosa puoi caricare su uno strumento di IA?

Una visura catastale non è un documento neutro: contiene nomi, codici fiscali e quote di proprietà degli intestatari. Una planimetria con indirizzo identifica la casa di una persona. Caricarle su uno strumento di IA è un trattamento di dati personali e valgono le regole del GDPR (Regolamento UE 2016/679).

  • Chi tratta i dati. Il fornitore dello strumento tratta i dati per conto dello studio: serve un accordo sul trattamento (DPA, art. 28 GDPR) che dica cosa può farne.
  • Dove stanno. Se i dati escono dall'Unione europea, il trasferimento deve avere una base valida (capo V del GDPR). Il fornitore deve dirlo per iscritto, di solito nell'elenco dei sub-responsabili.
  • Addestramento. Verifica se i contenuti caricati servono ad addestrare i modelli e se puoi escluderlo.
  • Minimizzazione. Carica solo quello che serve (art. 5 GDPR). Per una domanda generica su una procedura non servono nome e codice fiscale del cliente.

Con un chatbot gratuito per uso personale queste risposte spesso mancano o non si applicano agli usi professionali: per i documenti dei clienti conviene uno strumento con DPA e permessi chiari. Le stesse domande, insieme a quelle su export, firma e fatturazione, sono nella checklist per scegliere un gestionale.

Pianta disegnata a mano su un tavolo, con matita, portamine, nastro adesivo e un astuccio di penne tecniche
Misure e disegno restano lavoro del tecnico, dal rilievo alla planimetria. — Foto: Unsplash

Come si introduce l'IA in uno studio di geometri senza rischi?

La sequenza che funziona negli studi piccoli è breve.

  1. 1

    Parti da due attività

    Per esempio bozze di mail ai clienti e lettura delle visure per riempire la scheda della pratica. Sono le più facili da controllare e quelle dove si vede subito il tempo risparmiato.

  2. 2

    Scrivi la regola di controllo

    Ogni dato estratto dall'IA si confronta con il documento originale prima di entrare in una pratica. Scritta, la regola vale anche per i collaboratori.

  3. 3

    Aggiorna la lettera d'incarico

    Aggiungi il paragrafo sull'uso dell'IA previsto dall'art. 13 della Legge 132/2025: strumenti usati, attività, controllo del tecnico.

  4. 4

    Controlla dove vanno i dati

    Leggi DPA ed elenco dei sub-responsabili dello strumento. Se non esistono, non caricare documenti con dati dei clienti.

  5. 5

    Segui la formazione del Collegio

    Con il D.Lgs. 179/2026 i percorsi sull'IA entrano nella formazione continua: tieni d'occhio il regolamento aggiornato del tuo Collegio.

Un assistente che lavora sui dati dello studio

Un chatbot generico non conosce le tue pratiche: ogni volta devi incollare documenti e contesto. Un assistente dentro il gestionale parte invece dai dati che lo studio ha già. L'Agente Studio di tecniGo, per esempio, risponde su pratiche, incassi e scadenze con i dati dello studio, prepara deleghe ed email, e dalla visura e dall'incarico caricati prepara la pratica già compilata da controllare. Non crea e non modifica nulla senza la conferma con «Fai», le email partono solo con «Manda», rispetta i permessi del team e dichiara sotto ogni chat che è un'intelligenza artificiale e può sbagliare. Chi tratta i dati e con quali garanzie è scritto nel DPA e nell'elenco pubblico dei sub-responsabili.

Prossimo passo

Vuoi un assistente AI che lavora sui dati del tuo studio e ti chiede conferma prima di fare?

Scopri l'Agente Studio

Nota

Articolo informativo aggiornato al 19 ottobre 2026. Non sostituisce la lettura dei testi in Gazzetta Ufficiale né le indicazioni del tuo Collegio sulla formazione e sulla deontologia. I parametri per l'equo compenso previsti dall'art. 49 del D.Lgs. 179/2026 non sono ancora stati fissati.

Domande frequenti sull'intelligenza artificiale per geometri

Domande frequenti

Un'intelligenza artificiale può compilare il DOCFA al posto del geometra?

No. Può aiutarti a leggere la visura, a riordinare i dati catastali e a preparare una lista di controllo, ma la dichiarazione DOCFA, i dati che contiene e la planimetria li redige e li sottoscrive il tecnico, che ne risponde. La Legge 132/2025 (art. 13) limita l'uso dell'IA nelle professioni intellettuali alle attività strumentali e di supporto.

Devo dire al cliente che uso l'intelligenza artificiale?

Sì. L'art. 13, comma 2, della Legge 132/2025 prevede che le informazioni sui sistemi di IA utilizzati dal professionista siano comunicate al cliente con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo. Il modo più pratico è un paragrafo nella lettera d'incarico che dice quali strumenti usi, per quali attività e che ogni risultato è controllato da te.

Dal 23 ottobre 2026 cosa cambia per i geometri?

Entra in vigore il D.Lgs. 179/2026. L'art. 47 inserisce percorsi obbligatori sull'IA nella formazione continua degli ordini e dei collegi, che hanno sei mesi per adeguare i regolamenti. L'art. 49 prevede che l'uso dell'IA possa modulare l'equo compenso secondo la classe di rischio del sistema, con parametri da fissare entro dodici mesi.

Posso caricare una visura catastale su un chatbot gratuito?

Con cautela. Una visura contiene dati personali degli intestatari, quindi valgono le regole del GDPR: serve sapere chi tratta i dati, dove li conserva, se li usa per addestrare i modelli e se c'è un accordo sul trattamento (art. 28). Se non lo sai, togli nomi e codici fiscali prima di caricarla o usa uno strumento con un DPA scritto.

L'intelligenza artificiale può dire se un immobile è conforme?

No. Può ricordarti quali documenti confrontare e segnalare dati che non tornano tra due elaborati, ma la conformità urbanistica e catastale si accerta con l'accesso agli atti, il sopralluogo e il confronto tra stato di fatto, titoli e planimetria. L'attestazione resta del tecnico che la firma.

Contenuto realizzato con l'ausilio di sistemi di intelligenza artificiale.

Fonti

Contenuto generato con l'ausilio dell'IA.