Un preventivo tecnico viene accettato quando il cliente, in un minuto di lettura, capisce cosa fai, cosa resta fuori, quanto paga in tutto e quando. Metà di questo lo chiede già la legge: dal 29 agosto 2017 il compenso va comunicato in forma scritta o digitale, con un preventivo di massima che indichi tutte le voci di costo, comprese spese, oneri e contributi (art. 9, comma 4, DL 1/2012, modificato dalla L. 124/2017). L'altra metà è scrittura: prestazioni escluse nero su bianco, fasi con i tempi, pagamenti a tranche e una scadenza.
Questa guida, aggiornata a settembre 2026, parla del momento del sì: come si costruisce un preventivo che il cliente capisce e firma. Per il passo successivo, cioè incassare l'acconto senza rincorrere nessuno, c'è la guida su come farti pagare un preventivo senza rincorse.
Punti chiave
- Il preventivo scritto è un obbligo: art. 9, comma 4, DL 1/2012 chiede complessità dell'incarico, tutte le voci di costo e i dati della polizza professionale.
- Il cliente accetta quello che capisce: oggetto, prestazioni incluse ed escluse, fasi, tempi e tranche devono stare in una pagina leggibile.
- Le esclusioni scritte non allontanano il cliente: gli evitano sorprese e tolgono allo studio il lavoro gratis a fine pratica.
- L'equo compenso (L. 49/2023) è obbligatorio con banche, assicurazioni, grandi imprese e PA; con il privato i parametri ministeriali servono a motivare il prezzo.
- Il follow-up si decide prima di inviare: telefonata di spiegazione, messaggio con una domanda precisa, ultimo contatto prima della scadenza.
Cosa deve contenere per legge un preventivo tecnico?
L'art. 9, comma 4, del DL 1/2012 vale per tutte le professioni ordinistiche, quindi anche per geometri, architetti, ingegneri e periti. Chiede al professionista quattro cose, da comunicare obbligatoriamente in forma scritta o digitale: il grado di complessità dell'incarico, le informazioni sugli oneri ipotizzabili dal conferimento alla conclusione, i dati della polizza per i danni provocati nell'esercizio dell'attività e la misura del compenso con un preventivo di massima, adeguata all'importanza dell'opera e con tutte le voci di costo.
La norma non prevede una sanzione propria, ma la violazione può pesare sul piano deontologico. C'è poi un motivo più pratico per rispettarla: un preventivo accettato per iscritto è la prova del credito se un giorno il cliente non paga, come spiega la guida sugli insoluti nello studio tecnico.
Sul prezzo pesa anche l'equo compenso. La L. 49/2023 si applica agli incarichi per banche e assicurazioni, per imprese che nell'anno precedente avevano più di 50 dipendenti o più di 10 milioni di euro di ricavi, e per la pubblica amministrazione (art. 2). Con questi committenti è nulla la clausola che fissa un compenso inferiore ai parametri ministeriali (art. 3), e gli Ordini e i Collegi adottano regole deontologiche per sanzionare chi conviene o preventiva un compenso non equo (art. 5, comma 5). I parametri di riferimento per i tecnici sono il DM 140/2012 e, per i servizi di ingegneria e architettura, il DM 17 giugno 2016.
Con il cliente privato la nullità non scatta, ma la direzione è chiara. La riforma delle professioni (DDL 1663), approvata dal Senato il 3 agosto 2026 e ora all'esame della Camera, prevede che il compenso resti libero ma sia proporzionato a quantità, qualità e caratteristiche della prestazione. Il quadro completo è nella guida sulla riforma delle professioni 2026.
Come si struttura un preventivo che il cliente capisce?
Un preventivo si legge dall'alto verso il basso, e il cliente cerca subito due numeri: il totale e l'acconto. Tutto quello che sta sopra serve a rendere quei due numeri credibili. La struttura che segue tiene insieme obblighi di legge e leggibilità.
| Sezione | Cosa scrivere | Perché aiuta il sì |
|---|---|---|
| Oggetto e immobile | Indirizzo, dati catastali, obiettivo del cliente in una frase | Il cliente riconosce il suo problema, non un elenco di pratiche |
| Prestazioni incluse | Sopralluogo, rilievo, pratica, deposito, assistenza fino alla chiusura | Mostra il lavoro che il prezzo copre |
| Prestazioni escluse | Varianti, sanatorie di difformità emerse, catasto, APE, direzione lavori, sicurezza | Evita sorprese e discussioni sul saldo |
| Fasi e tempi | Tempi dello studio separati dai tempi di Comune, Catasto e altri enti | Il cliente sa cosa dipende da te e cosa no |
| Compenso a voci | Onorario, contributo integrativo (5% CIPAG ed EPPI, 4% INARCASSA), IVA se dovuta | Obbligo di legge: tutte le voci, compresi oneri e contributi |
| Spese e diritti a parte | Diritti di segreteria, bolli, tributi catastali, oneri comunali | Il totale non cambia a sorpresa quando arrivano i costi dell'ente |
| Tranche e scadenze | Acconto alla firma, tranche legate alle fasi, saldo alla consegna | Ogni pagamento ha un motivo visibile |
| Validità e condizioni | Data di scadenza dell'offerta, polizza RC, regola di sospensione | Dà un tempo per decidere e chiarisce le regole |
Due dettagli fanno la differenza. Il primo: scrivi l'obiettivo del cliente, non solo il nome della pratica. "Rendere vendibile l'appartamento entro marzo" dice molto più di "SCIA in sanatoria e variazione catastale". Il secondo: tieni separati i tempi dello studio da quelli degli enti. Una richiesta di accesso agli atti, per esempio, si intende respinta se il Comune non risponde entro 30 giorni (art. 25, comma 4, L. 241/1990): è un tempo che non controlli e che il cliente deve conoscere prima.
Perché le prestazioni escluse fanno accettare il preventivo?
Sembra un controsenso: più cose scrivi che non fai, più il cliente si fida. Funziona perché l'esclusione trasforma un prezzo "tutto compreso", che il cliente non sa valutare, in un perimetro chiaro. Nella pratica, chi confronta più preventivi sceglie spesso quello che capisce, non per forza quello più basso.
Le esclusioni che conviene scrivere quasi sempre:
- varianti in corso d'opera e modifiche al progetto chieste dopo la firma;
- sanatorie di difformità emerse durante le verifiche, da quotare a parte dopo l'accesso agli atti;
- aggiornamento catastale, APE, relazioni specialistiche e calcoli strutturali, se non fanno parte dell'incarico;
- direzione lavori e coordinamento della sicurezza, che sono incarichi distinti;
- diritti, bolli, tributi e oneri dovuti agli enti, che restano a carico del cliente.
Ogni esclusione può diventare un'opzione con il suo prezzo. Così il cliente sceglie il livello di servizio, e lo studio smette di regalare lavoro "già che c'eri" a fine pratica.
Generato con IACome presentare fasi, tempi e pagamenti a tranche?
Il cliente accetta più volentieri un prezzo diviso in momenti che riconosce. Lega ogni tranche a un passaggio verificabile: acconto alla firma, una tranche al deposito della pratica, saldo alla chiusura. In questo modo il cliente vede per cosa paga, e tu non finanzi il lavoro fino alla fine. Percentuali tipiche e schemi per tipo di incarico sono nella guida su acconto, SAL e saldo.
Metti accanto a ogni fase un tempo stimato e dichiara da cosa dipende. Una frase come "deposito entro 10 giorni lavorativi dalla ricezione dei documenti" è una promessa che puoi mantenere; "pratica pronta in un mese" no, perché dipende da carte che non hai ancora.
Quali errori fanno perdere il cliente?
Il preventivo non si perde quasi mai sul prezzo da solo. Si perde perché il cliente non capisce cosa sta comprando, o perché qualcun altro glielo ha spiegato meglio e prima. Gli errori più frequenti:
- Cifra unica "tutto compreso": il cliente non può confrontarla e la legge chiede comunque tutte le voci.
- Preventivo che arriva tardi: dopo il sopralluogo l'interesse è massimo e cala giorno dopo giorno.
- Linguaggio da capitolato: sigle e articoli di legge senza una riga che dica cosa ottiene il cliente.
- Nessuna esclusione: le sorprese arrivano sul saldo e rovinano il rapporto, e spesso il passaparola.
- Prezzo senza spiegazione: se sei più caro di un collega, di' perché (tempi, rilievo, responsabilità, parametri).
- Nessuna scadenza e nessun modo semplice di accettare: un PDF allegato a una mail resta lì.
Cliente privato che accetta a distanza
Se il cliente è un consumatore e accetta il preventivo da un link, via email o comunque fuori dallo studio, ha 14 giorni per recedere senza motivazione (art. 52 del Codice del consumo). Se vuole che il lavoro parta subito, il professionista deve ottenere da lui una richiesta esplicita (art. 51, comma 8): in caso di recesso pagherà solo la parte già svolta (art. 57, comma 3). Se il preventivo non informa del diritto di recesso, il termine si allunga di 12 mesi (art. 53).
Come fare il follow-up senza sembrare insistenti?
Il follow-up non è un sollecito: è la continuazione della consulenza. Funziona se è deciso prima di inviare il preventivo, così non dipende dall'umore della giornata.
- 1
Invia presto e spiega a voce
Manda il preventivo a pochi giorni dal sopralluogo e fissa una telefonata di dieci minuti per leggerlo insieme. Molti dubbi si chiudono lì.
- 2
Controlla se l'ha aperto
Se il preventivo è un link, sai se il cliente l'ha visto. Se non l'ha aperto, il problema è l'invio, non il prezzo.
- 3
Fai una domanda precisa, non chiedere se ha deciso
Dopo qualche giorno di silenzio chiedi, per esempio, se la data di deposito va bene o se preferisce inserire anche il catasto. Una domanda concreta ottiene una risposta.
- 4
Richiama prima della scadenza
Un ultimo contatto qualche giorno prima della fine della validità: confermi il prezzo o lo aggiorni, e il cliente ha un motivo per decidere.
- 5
Chiedi perché se la risposta è no
Prezzo, tempi, fiducia, un collega già conosciuto: annotalo nella scheda del cliente. Dopo dieci preventivi persi sai cosa cambiare.
Uno strumento aiuta a non perdere il filo. In tecniGo Studio il preventivo parte dalla pratica come link: il cliente lo legge dal telefono e lo accetta online, poi firma i documenti che gli mandi e paga l'acconto dal link di pagamento; tu vedi quando lo apre, e quelli fermi salgono in cima con il segnale "da seguire". Come funziona è spiegato nella pagina su preventivi con link, firma e acconto.
Da leggere
Contenuto informativo aggiornato a settembre 2026. Le strutture, le percentuali e le tempistiche indicate sono prassi professionale, non obblighi di legge, salvo i riferimenti normativi citati. L'applicazione dell'equo compenso e del Codice del consumo dipende dal tipo di committente e dal modo in cui si conclude l'incarico: per i casi dubbi verifica con il tuo Ordine o Collegio e con un legale, e per IVA, ritenuta e contributo integrativo con il tuo commercialista.
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Prova tecniGo Studio gratis per 7 giorniDomande frequenti sui preventivi dello studio tecnico
Domande frequenti
È obbligatorio fare un preventivo scritto per un incarico tecnico?
Sì. Dal 29 agosto 2017 (L. 124/2017) l'art. 9, comma 4, del DL 1/2012 obbliga il professionista iscritto a un Ordine o Collegio a comunicare in forma scritta o digitale il compenso con un preventivo di massima, indicando tutte le voci di costo comprensive di spese, oneri e contributi, il grado di complessità dell'incarico e i dati della polizza professionale. La norma non prevede una sanzione propria, ma la violazione può avere rilievo deontologico.
Cosa deve contenere il preventivo di un geometra, di un architetto o di un ingegnere?
Oggetto e immobile, prestazioni incluse e prestazioni escluse, fasi e tempi, compenso a voci (onorario, contributo integrativo della Cassa, IVA se dovuta), spese e diritti a carico del cliente, tranche di pagamento con le relative scadenze, validità dell'offerta, dati della polizza RC e condizioni per varianti o sospensione.
L'equo compenso vale anche con i clienti privati?
La L. 49/2023 si applica agli incarichi per banche, assicurazioni, imprese con più di 50 dipendenti o più di 10 milioni di euro di ricavi e per la pubblica amministrazione: lì è nulla la clausola con un compenso inferiore ai parametri ministeriali. Con il privato non scatta la nullità, ma i parametri (DM 140/2012 e DM 17 giugno 2016) restano il riferimento più solido per motivare il prezzo.
Il cliente può ripensarci dopo aver accettato il preventivo online?
Se è un consumatore e accetta a distanza, per esempio da un link o via email, ha 14 giorni per recedere senza motivazione (art. 52 del Codice del consumo). Se vuole che il lavoro parta prima, deve chiederlo espressamente (art. 51, comma 8): in caso di recesso paga solo la parte già svolta (art. 57, comma 3).
Per quanto tempo deve essere valido un preventivo tecnico?
La legge non fissa una durata: la decide lo studio e la scrive nel documento. Una validità breve e con una data precisa, per esempio 30 giorni, protegge il prezzo da aumenti di costi e dà al cliente un motivo concreto per decidere.
Quando fare il follow-up di un preventivo che non ha risposta?
Conviene una sequenza decisa prima: una telefonata breve subito dopo l'invio per spiegarlo, un messaggio con una domanda precisa dopo qualche giorno di silenzio e un ultimo contatto prima della scadenza. Se la risposta è no, chiedere il motivo serve a scrivere meglio il preventivo successivo.
Contenuto realizzato con l'ausilio di sistemi di intelligenza artificiale.
Fonti
- DL 24 gennaio 2012 n. 1, art. 9 (compenso e preventivo del professionista) — Normattiva (2026)
- Obbligo di preventivo in forma scritta, L. 124/2017 art. 1 comma 150 — Ordine degli Ingegneri di Rovigo (2017)
- Legge 21 aprile 2023 n. 49 (equo compenso) — Normattiva (2026)
- Equo compenso, come si calcola (DM 140/2012 e DM 17 giugno 2016) — BibLus/ACCA (2023)
- Codice del consumo, art. 52 (diritto di recesso) — Brocardi (2026)
- Codice del consumo, art. 51 (richiesta esplicita di esecuzione anticipata) — Brocardi (2026)
- Riforma delle professioni: il Senato approva il DDL 1663 — LavoriPubblici (2026)
- Contributo integrativo 5% — CIPAG (2026)
- Contributo integrativo 4% — INARCASSA (2026)
- Contributo integrativo 5% — EPPI (2026)
